Archive for May, 2009

Friday, May 22nd, 2009

MADRE DI OGNI BONTÀ

Una canzone popolare canta: “Son tutte belle le mam­me del mondo”. E questa bellezza universale rimane in­tatta, in tutte le mamme, anzi aumenta e non sfiorisce con gli anni, anche quando sul volto materno appaiono le pri­me rughe coi primi fili d’argento. Fulton Sheen, in una pa­gina vibrante di soave poesia, arditamente afferma: “La maternità è una naturale Eucaristia. A ogni bimbo attac­cato al suo seno, la madre dice: prendi e mangia: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. Se tu non ti nutri della mia carne e non bevi il mio sangue, non avrai la vi­ta in te”. Pare un’ardita analogia poetica, ma insieme è realtà. La prima dote di una madre è un continuo dono di amore di tutta se stessa, per tutta la vita.

Forse noi uomini traduciamo questa dote essenziale materna in un termine più accessibile, quando si dice per antonomasia: la bontà materna. E’ unica nel suo genere. “Il profumo della bontà – dice Socrate – è il più adatto per una madre”. Vivessi mille anni, non potrei mai dimenti­care la bontà di mia madre! Nessun’altra donna sarà ca­pace come lei e quanto lei di ridarmi questo misterioso do­no della vita. E quando penso alla dolce Madre di Gesù, alla sua virginea, fresca e ineguagliabile bontà materna, è come se tentassi di portare un po’ di cielo in terra, simile al fiorire di un’aurora in un chiaro e limpido mattino. Per­ciò Dante l’ha chiamata – “Donna del Paradiso” – “Bel­lezza che letizia tutti i Santi” – perché aduna in sé, come in un vasto oceano, e la grazia, la misericordia, la pietà, la magnificenza “quantunque in creatura è di bontate”.

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un gran mese…

Friday, May 22nd, 2009

DUE MADRI UN SOL CUORE

Ciascuno di noi ha due madri quaggiù: una ci ha dato la vita del corpo, l’altra
ci dà la vita della grazia e dell’eternità. Nostra madre ha dato a ognuno di noi
i primi palpiti, il pri­mo nutrimento, i primi sorrisi e le prime gioie. La
Madre di­vina, nell’ordine soprannaturale, ci dà le stesse sue attenzioni che
una madre dà per la vita di suo figlio, la tenerezza di tut­ta se stessa per
formare in noi il destino eterno. Sulla nostra culla vi erano due cuori di madre
che battevano all’unisono; nella vita, l’ombra di nostra madre ci segue
inseparabilmente come dall’alto la Madre divina accompagna i nostri passi e i
nostri battiti; all’ultimo estremo traguardo troveremo, in un unico abbraccio,
il cuore di queste due madri esultanti per il nostro arrivo alla Casa paterna.

I primi anni della vita di un fanciullo sono straordina­riamente più
importanti di tutti gli altri che seguiranno, co­me un fiume maestoso deve alle
prime origini, alle sorgen­ti, il suo lungo cammino. E nessuno meglio della
madre è il libro aperto e vivo, all’eterno domandare del bimbo che at­tende la
sua risposta. Perciò ella è la prima Maestra della for­mazione spirituale e
intellettuale del figlio.

Lo scrittore Mècs racconta che nella sua piccola bocca di bimbo sua madre
pose furtivamente il nome di Dio. E la madre di S. Clemente Hofbauer, dopo la
morte del padre, condusse il ragazzo davanti a un crocifisso e gli disse:
“D’o­ra innanzi questo è tuo Padre” – e guardando la Vergine San­ta aggiunse – e
questa è tua Madre”. Due madri in un sol cuore!

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